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ROMA / 20-04-2011
PRO E CONTRO DI NUCLEARE E FOTOVOLTAICO / Alla ricerca di soluzioni: trasformare le città in grandi centrali elettriche
PRO E CONTRO DI NUCLEARE E FOTOVOLTAICO, quale soluzione? Trasformare le città in grandi centrali elettriche. Ultime notizie - Roma - Ne abbiamo parlato già lo scorso anno, ma in vista del referendum di giugno prossimo sarà bene tornare sull'argomento. Qui in maniera serena e obiettiva e, quindi, non preconcetta vogliamo valutare insieme a voi i pro e i contro di un eventuale utilizzazione dell'atomo e del fotovoltaico per produrre energia.
I punti pro del fotovoltaico
Energia gratuita e inesauribile;
Mitigazione climatica ottimale;
Realizzazione di un grande impianto fotovoltaico in un paio di anni ( punto di paragone la recente centrale fotovoltaica di 30 MWh di Montalto di Castro realizzata in meno di 2 anni);
Costi di esercizio molto contenuti.
I punti sfavorevoli del fotovoltaico
Necessità di estensioni di territorio ragguardevoli;
Sottrazione di terreno agricolo ( solo pascolo per capi piccoli: pecore e capre);
Non produce energia di notte;
Determina fenomeni di microclima, alterando le temperature del terreno e di tutto l’ambiente circostante, soprattutto nei mesi estivi.
I pro delle centrali nucleari
Nessuna emissione di CO2 nell’atmosfera – riduzione effetto serra;
Nessun inquinamento nell’atmosfera soprattutto da particolato, SO2 e NOx;
Occupazione di terreni in maniera contenuta, qualche ettaro;
Riduzione drastica (quasi eliminazione) del trasporto via mare e terrestre dei combustibili per alimentare la centrale;
Produzione di grande energia ( 1.600 MWh) in maniera continuativa senza rischi Black Out.
I punti sfavorevoli
Produzione di scorie radioattive;
Terreno contaminato radioattivamente per secoli;
Tempi di realizzazione ( dalla progettazione, alla costruzione fino alla messa in rete di energia elettrica) lunghissimi: dai 10 ai 12 anni;
Costi di costruzione e di manutenzione altissimi.
L’unico grande handicap del fotovoltaico resta l’impatto ambientale, si pensi che per produrre 30 MWh di energia elettrica servono 80 ettari di terreno. Per eguagliare l’energia prodotta da una centrale nucleare da 1500 MWh (che potrebbe occupare al massimo 10 ettari) calcolando 1,5 ettaro per 1 MWh prodotto, si dovrebbero sacrificare ben 2.250 ettari di terreno. E se per il fabbisogno nazionale necessitassero 10 centrali fotovoltaiche da 1.500 MWh dovremmo sacrificare quasi un’intera regione. Questo è il vero problema del fotovoltaico. Un altro è quello che di notte non produce energia, tuttavia oggi la scienza e la tecnologia sembrano essere riusciti a risolverlo. Recentemente il CNR e l’Università di Pisa hanno messo a punto un sistema ( diamante energetico) che durante il giorno parte dell’energia assorbita dal Sole viene trasformata in idrogeno; idrogeno che durante la notte attiva un generatore elettrico che continua a fornire energia alla rete.
Per il nucleare, l’handicap maggiore, oltre alle scorie radioattive, resta il tempo di realizzazione e di messa in rete di energia elettrica: oltre i 10/12 anni. Un tempo troppo lungo in questo preciso momento, in cui tra tre o quattro anni il petrolio potrebbe non essere più disponibile ai costi attuali ( si parla di oltre 200 dollari a barile). Di tempo a disposizione quindi non né abbiamo più, dobbiamo trovare soluzioni rapide entro massimo due o tre anni, altrimenti saranno guai. Il nucleare perciò è già fuori dei giochi!!
CHE FARE ALLORA?
Da qualche anno si è cominciato a parlare delle Smart Grids, ossia trasformare le città in grandi centrali elettriche virtuali capaci di auto sostentarsi e di vendere ad altre città la loro energia elettrica in eccedenza. Sulle Smart Grids ne abbiamo parlato nelle passate newsletter.
Questa al momento sembrerebbe la soluzione più rapida e realistica. L’Olanda, la Danimarca, La Germania, la Svezia e tra poco gli USA, la Francia e l’Inghilterra, si sono votate a questa soluzione intelligente, e noi? Per far contento Sarkozy, che non sa a chi vendere i reattori di terza generazione, tra qualche anno soppiantati da altri sistemi più sicuri ed economici, i nostri governanti vorrebbero propinarci gli scarti francesi, il tutto poi per dare all'Italia il 6% di energia elettrica....una follia! Possiamo evitarla soltanto se il 12 giugno sapremo opporci al ritorno del nucleare in Italia!
Alberto Gioffrè
Accademia Kronos
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