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VITERBO / 21-03-2012
LAZIO, VITERBO: ACLI SCRIVE AL SINDACO / Fatti e non parole. Campagna a favore dei casi di povertà assoluta
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Egregio Signor Sindaco.
Abbiamo vivo il ricordo del suo intervento al congresso provinciale delle Acli, di cui ancora La ringraziamo, e che, come avrà potuto seguire, ha trattato molteplici problematiche.
La prima che desidero riprendere, subito dopo la mia riconferma a presidente provinciale, è quella relativa ai poveri assoluti.
Tanti discorsi e tante enunciazioni non hanno senso se non sono seguite da atti concreti!
Nel nostro piccolo e per quanto di nostra possibilità, è quello che desideriamo fare.
Più volte , come Acli , abbiamo sollevato il problema della povertà assoluta.
Persone che non hanno nulla e che hanno bisogno di un surplus di impegno da parte di tutti per essere aiutate a vivere decorosamente.
I casi signor sindaco non sono molti e con un po’ più di buona volontà e fantasia potrebbero essere facilmente risolti.
In particolare noi, col nostro punto famiglia, ne seguiamo uno (di povertà assoluta, ma ne abbiamo decine di altri al limite della sopravvivenza…).
E’ in età media (37 anni), separato, disoccupato iscritto nelle liste di collocamento obbligatorio, invalido ma non tale da poter percepire la pensione, fuori dalla provvidenza regionale, fuori dalla graduatoria per le case popolari.
Il Comune lo aiuta nel pagamento dell’affitto, la caritas con la mensa ed i viveri, le Acli e qualche benefattore che si riesce a coinvolgere, fanno il resto (cibo, vestiario, bollette utenze, igiene…).
Oltre due anni fa fummo invitati, insieme ad altre associazioni a partecipare ai lavori della quarta commissione consigliare su queste problematiche. Sembrava che da un giorno all’altro partissero iniziative, progetti ecc.
Egregio Sindaco , non è successo nulla, almeno per il caso emblematico che stiamo seguendo da quasi tre anni.
Eppure in città c’è lavoro e ci sono attività che potrebbero essere funzionali allo scopo.
C’è stato un bando dei lavori pubblici per utilizzare semplice mano d’opera per la pulizia delle strade e del quale stiamo ancora aspettando la pubblicizzazione della graduatoria, mentre alcuni sono stati chiamati a lavorare…; si stanno potando alberi in tutta la città; c’è stato da spalare la neve; c’è da accudire a tanti spazi pubblici che necessitano di pulizia e cura….
Ci sembra non sarebbe difficile predisporre un progetto di inserimento con sostegno (come d’altronde ce ne sono della AUSL..) , sensibilizzare le ditte che hanno dei contratti di opere col comune e a turno far lavorare anche se per qualche giorno al mese questi cittadini.
Siamo semplicistici? Eppure altre Amministrazioni di comuni molto più piccoli di Viterbo lo stanno facendo.
Il nostro amico ha voglia di lavorare ed è in grado di farlo.
Per la sua promozione umana e civile questa è la via da seguire.
Pertanto come punto famiglia ACLI ci rinnoviamo l’impegno a farcene carico e con lo slogan “UN LAVORO PER G.B” iniziamo un’opera di denuncia e sensibilizzazione fino a quando non si risolverà il caso.
Le Acli si fanno promotrici di una campagna a favore dei casi di POVERTA’ ASSOLUTA.
E’ stato già costituito un gruppo di lavoro che si occuperà specificatamente del problema assumendo le iniziative necessarie ad affrontare tale emergenza.
Conoscendo la sua sensibilità personale e le sue caratteristiche umane e politiche , confido in un intervento deciso e risolutorio.
Il presidente provinciale Acli
Renzo Salvatori
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