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CIVITAVECCHIA (ROMA) / 26-08-2009
SUCCEDE IN ITALIA: ACERRA COME CIVITAVECCHIA /sono protetti gli impianti e le popolazioni sono indifese
CIVITAVECCHIA - ROMA (UnoNotizie.it)
Acerra e Civitavecchia condividono l'imposizione di un'opera dannosissima per la salute degli abitanti, in un caso l'inceneritore, nell'altro una mega centrale a carbone. La cordata protettiva degli impianti, affinchè entrino in funzione, è la stessa: Berlusconi, i Presidenti di regione e i sindaci.
Opere che avvelenano e uccidono ampi territori entrano in funzione per la complicità senza scrupoli tra i guadagni smisurati di chi inquina e le ambizioni, economiche e di carriera, di chi decide, a tutti i livelli.
L'inceneritore di Acerra e la centrale a carbone di Civitavecchia non hanno le carte in regola per funzionare. Questo spiega l'interesse dell'inquinatore a togliere l'autonomia di agire al controllore per fermare appena possibile l'impianto. Di fronte a dati scientifici inoppugnabili su emissioni e danni, i complici dell'inquinatore tentano di diffondere parole colpevolmente tranquillizzanti: "monitoreremo", "verificheremo se inquina e se inquina la faremo chiudere", "ci sono le centraline e i controlli", "non l'abbiamo voluta noi". Malafede allo stato puro, l'impianto l'ha voluto ognuno di quelli che hanno il dovere di parlare e traggono un vantaggio criminale dal suo funzionamento tacendo.
I controlli ambientali a Civitavecchia ed Acerra dovrebbero essere un presidio di difesa e in condizioni normali non potrebbero far altro che attestare come gli impianti ammazzano, invece a Civitavecchia come ad Acerra, gli Osservatori Ambientali seguono uno stesso diverso tragico destino. Chi inquina non vuole strutture di controllo antagoniste, bensì un controllore già testato.
E così il carbone a Civitavecchia lo presidia tal Dott. Coleine che nel 2003, nonostante una scandalosa Valutazione d'impatto Ambientale dell'Impianto, da consigliere comunale disse Si alla nuova centrale secondo la formula De Sio: "no, no, no e poi si", deliberando a favore del carbone dopo aver sostenuto a lungo e con veemenza la propria contrarietà. E a guardia dell'inceneritore di Acerra c'è tal Dott. Gennaro Volpicelli, già presidente della Commissione di collaudo dell'inceneritore, impianto per sua natura destinato a produrre quantità letali di diossina, sostanza che non riescono ad evitare nella nordica Brescia: figuriamoci cosa accadrà in terra di camorra. Non è un caso che proprio quando stava per essere superato, (34 rilevati contro 35 ammessi) il numero di sforamenti della quantità limite di polveri sottili, ad Acerra è accaduto un fatto ben noto a Civitavecchia: le centraline sono andate fuori uso.
L'Alto Lazio però non ci sta e sta portando avanti controlli autonomi, autofinanziati con il contributo di tanta gente, mirati a sapere cosa si respira, perché nessuno si fida dei finti controllori istituzionali. Conoscere in modo non taroccato la qualità dell'aria può dare risultati immediati per cacciare l'inquinatore e tutti i suoi complici.
Comitato dei Cittadini Liberi di Tarquinia
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